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sabato 1 febbraio 2025

Il Dizionario delle collocazioni italiane per apprendenti (DICI-A): il punto sul progetto

                            


Il progetto PRIN 2022 DICI-A. Dizionario delle collocazioni italiane per apprendenti ha terminato il primo dei due anni di lavoro, la cui conclusione è prevista per la fine del 2025. Il progetto è coordinato da me (Stefania Spina, Università per Stranieri di Perugia, con Irene Fioravanti, Fabio Zanda e Luciana Forti) e ha come partner il Dipartimento di Informatica dell'Università degli studi di Perugia. In questo post sintetizzerò gli obiettivi del progetto, il lavoro svolto nel corso del primo anno e quello che resta da svolgere nel secondo.

Obiettivi

Obiettivo principale del progetto è la pubblicazione in formato digitale di un Dizionario delle collocazioni italiane per apprendenti. I destinatari sono dunque apprendenti di italiano come L2, di qualsiasi livello di competenza, nonché i docenti di italiano L2, che potranno usare il dizionario come strumento di lavoro per la preparazione di sillabi e materiali didattici. 

Il progetto adotta una precisa definizione di collocazione: una combinazione di due o più parole, adiacenti e non, legate tra loro da relazioni sintattiche specifiche, che corrispondono ad un concetto univoco e sono usate in un corpus di riferimento con una certa frequenza e in testi di generi diversi, e che sono inoltre strettamente associate tra loro, in modo tale che i parlanti nativi le percepiscano come familiari e convenzionali. Alcuni esempi di collocazioni sono prendere una decisione, fare finta, buon senso o centro storico. Nel dizionario saranno inserite collocazioni di sei tipi sintattici diversi: verbo + nome_oggetto diretto (vdobj: correre il rischio), aggettivo + nome (amod: opinione pubblica o buona volontà), verbo + aggettivo (advmod1: stare zitto), verbo + avverbio (advmod2: mandare via), avverbio + aggettivo (advmod3: totalmente diverso) e nome + nome (compound: lingua madre).

Risultati del primo anno

Nel corso del primo anno abbiamo definito i criteri di estrazione automatica delle potenziali collocazioni da un corpus di riferimento dell'italiano scritto e parlato, che è stato ampliato e aggiornato per l'occasione, il PEC24, di circa 50 milioni di parole. Abbiamo poi estratto oltre 2 milioni di potenziali collocazioni, integrando vari metodi e utilizzando sia dati annotati per categoria grammaticale che dati annotati sintatticamente, per ottenere un risultato migliore. A questo insieme iniziale abbiamo poi applicato diverse misure quantitative: la frequenza, la dispersione (i diversi generi testuali in cui sono usate) e la forza di associazione. Con il filtro di queste misure, che abbiamo usato in modo integrato, abbiamo ottenuto 16.000 collocazioni. A questo punto, per validare il metodo che abbiamo utilizzato, fin qui solo quantitativo, abbiamo svolto altre due operazioni: abbiamo confrontato le nostre 16.000 collocazioni con quelle contenute in due dizionari esistenti, non indirizzati specificamente ad apprendenti: quello di Vincenzo Lo Cascio e quello di Paola Tiberii. Buona parte delle collocazioni che abbiamo estratto dal corpus PEC24 erano presenti in almeno uno dei due dizionari. Quelle che non erano presenti sono state valutate da sei linguisti esperti riguardo al loro status di collocazioni da inserire nel dizionario. Questo metodo articolato, che combina procedure automatiche e statistiche con un confronto con opere di riferimento esistenti e con una valutazione umana ha portato all'inserimento nel DICI-A di circa 2.300 collocazioni che non erano presenti in nessuno dei due dizionari esistenti, e che derivano solo dalla nostra estrazione dal corpus. Il totale delle collocazioni finali che risultano da questa procedura è di circa 11.000. Il grafico descrive la loro ripartizione nei sei tipi sintattici considerati.




Programma del secondo anno

Il lavoro del secondo anno è rivolto verso due obiettivi diversi. Per completare il dizionario, oltre ad integrare il lemmario con definizioni ed esempi, adatti agli apprendenti, che contiamo di ottenere anche con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, dobbiamo assegnare ciascuna delle 11.000 collocazioni al livello di competenza degli apprendenti più appropriato per imparare ad utilizzarla. È un compito complesso, per il quale ci serviremo anche del supporto di learner corpora di italiano. Nel frattempo, i nostri partner informatici realizzeranno l'interfaccia web che ospiterà il dizionario. Inoltre, dobbiamo realizzare e pubblicare una banca dati psicolinguistica delle collocazioni italiane. La risorsa conterrà un sottoinsieme delle 11.000 collocazioni, associate a dati comportamentali che riguardano la percezione che di alcuni aspetti semantici hanno i parlanti nativi, e sarà finalizzata alla ricerca psicolinguistica.


sabato 22 agosto 2015

Il Perugia corpus: una risorsa linguistica disponibile in rete

Dalla fine di giugno del 2015 il Perugia corpus (PEC), un corpus di riferimento dell'italiano contemporaneo, scritto e parlato, è disponibile in rete, all'interno di un sito che prevede l'accesso libero a dati linguistici offerto dall'Università per Stranieri di Perugia.

Il corpus, che include oltre 26 milioni di parole, è suddiviso nei 10 generi testuali riportati in grassetto nella figura. Ciascun genere è a sua volta suddiviso in una serie di sottogeneri (le 43 tipologie testuali elencate nella figura), per un totale di 41.401 testi. Una descrizione più approfondita delle caratteristiche del corpus è disponibile qui.


I 10 generi e le 43 tipologie testuali del PEC

Il PEC è interrogabile attraverso CQPweb, uno dei software più diffusi per la gestione di corpora testuali (qui una serie di corpora in altre lingue della famiglia di CQPweb). Il software permette tra l'altro di effettuare ricerche semplici e complesse sull'intero corpus, su singoli generi o singole tipologie testuali, per anno o per canale (scritto e parlato), e consente di gestire i dati attraverso concordanze, liste di frequenza ed estrazione di collocazioni.

Insieme al PEC è inoltre disponibile CAIL2, un learner corpus scritto di apprendenti dell'italiano di livello intermedio ed avanzato.

L'accesso ai corpora è aperto a tutti, previa registrazione al sito.

martedì 19 novembre 2013

Quando le parole cambiano compagnia


"You shall know a word by the company it keeps", scriveva nel 1957 il linguista inglese John Firth; e in effetti il significato delle parole è in parte determinato dalle altre parole che le accompagnano, le loro collocazioni.
Fare presto, pioggia battente, prendere aria, annoso problema, prendere il sole, sono alcuni esempi di coppie di parole che sembrano avere in italiano una sorta di attrazione reciproca. Di questo mutuo legame i parlanti nativi hanno una conoscenza intuitiva, che consente loro di selezionare e utilizzare le collocazioni come dei blocchi lessicali unici, come se fossero delle parole singole.
Al pari di ogni altro elemento lessicale, le collocazioni si evolvono nel tempo; nascono, cadono in disuso e muoiono in base alle mutate condizioni delle comunità che le impiegano.
Le tecnologie sono uno dei fattori che facilitano questi mutamenti; uno strumento nuovo o un mezzo di comunicazione introdotto recentemente favoriscono il formarsi di nuove abitudini, e, di conseguenza, di nuove combinazioni di parole usate per descriverle: un esempio può essere fare il pieno, legato all'uso dell'automobile.
L'occasione per registrare la nascita e il rapido sviluppo di nuove collocazioni di origine tecnologica mi è stata data dal lavoro che sto facendo per un dizionario elettronico delle collocazioni (DiCi: Dizionario delle Collocazioni italiane), estratte da una grande raccolta di testi dell'italiano contemporaneo (il Perugia corpus) e ordinate in base alla loro frequenza.
Alcune collocazioni di recente formazione e di origine tecnologica che ho ritrovato nel corpus sono legate alla rete e alle nuove tecnologie: fare una ricarica, salvare un documento, postare un messaggio, scrivere un programma, scrivere un post. Una canzone si ascolta, ma spesso si scarica; in rete trasciniamo un testo, carichiamo foto o video, ingrandiamo o rimpiccioliamo finestre.
Alcune parole, tradizionalmente collegate ad altre per via di tecnologie del passato, con lo sviluppo della rete cambiano compagnia, associandosi a parole diverse: la stampa, ad esempio, aveva diffuso le azioni di girare e sfogliare le pagine; in rete le pagine si aprono, si caricano e si visualizzano.