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domenica 29 dicembre 2024

Le parole più usate nel web nel 2024 tra IA, guerra e meteo

 Word Art

L'immagine è tratta dal sito della Scuola Primaria di Buttigliera d'Asti 


Le parole più usate sul web sono un buon indicatore del lessico che ha caratterizzato l'anno che si avvia alla conclusione. Gli strumenti e i metodi della linguistica dei corpora consentono di confrontare su base statistica corpora del 2024 con corpora degli anni precedenti ed estrarre il lessico che quest'anno è stato usato con una frequenza anomala rispetto al passato, e dunque quello più tipico del 2024.

La piattaforma SketchEngine mette a disposizione Italian Trends, un monitor corpus dell'italiano, un corpus, cioè, che viene aggiornato regolarmente due volte alla settimana con testi estratti automaticamente dal web, di genere prevalentemente giornalistico. Il corpus viene incrementato in media con 3-4 milioni di parole ogni giorno dal 2014, ed ha raggiunto nel 2024 le dimensioni di 10 miliardi di parole.

Usando questo corpus, ho confrontato il lessico usato nel 2024 con quello usato nei due anni precedenti, che sono serviti come corpus di riferimento per fare emergere le peculiarità lessicali del 2024. L'analisi per keywords consente di estrarre le parole chiave sia come singole unità lessicali che come combinazioni di parole, escludendo i nomi propri, che sono ovviamente tra le parole più frequenti. Ecco che cosa è emerso.

 

Intelligenza artificiale

IA generativa è l'espressione con indice di keyness più alto nel 2024 rispetto al biennio 2022-23. L'intelligenza artificiale, che nella sua dimensione generativa è esplosa come fenomeno di massa nel corso del 2022, continua ad occupare le pagine dei giornali e dei siti web anche nel 2024. In particolare, emergono quest'anno tra le prime 10 parole chiave LLM (large language model) e prompt, che è usato in espressioni come affinare il prompt, per rendere più efficaci le risposte del sistema di IA.

 

Guerra

Un altro tema che fornisce parole chiave per il 2024 è quello della guerra. Genocidio è la quarta per coefficiente di keyness (perpetrare, commettere, legittimare, giustificare, ma anche condannare, fermare impedire, denunciare), seguita da cercapersone (l'esplosione avvenuta in Libano) e da ostaggio. Tra le combinazioni di parole figurano attacco aereo, pace giusta e gabinetto di guerra. 

 

Politica

La sfera politica è sempre ben rappresentata nei testi pubblicati sul web, anche nelle parole chiave, che fotografano i temi politici più dibattuti nel corso di quest'anno. Premierato è la seconda parola chiave del 2024 dopo IA generativa, ed è seguita da dossieraggio e ultradestra. Tra le combinazioni di parole, le più tipiche del 2024 sono risultate autonomia differenziata, terzo mandato e campo largo.

 

Cronaca

Nel campo della cronaca e dei fenomeni sociali, per la risonanza mediatica del personaggio coinvolto emerge pandoro, riferito allo scandalo della Ferragni, spesso in espressioni come pandoro-gate e pandoro brandizzato. Segue a ruota l'anglicismo overtourism (combattere, contrastare, arginare), woke, e gli inquietanti antisemitismo, manganello e saluto romano. Altre combinazioni di parole legate a fatti di cronaca o a fenomeni sociali emergenti sono esperienza immersiva, affitto breve e circolazione ferroviaria, che nel 2024 ha guadagnato più volte l'onore della cronaca.

 

Meteo

Un'area in cui si segnalano diversi elementi lessicali particolarmente usati nel 2024 è quella legata alle condizioni metereologiche, che nel tempo tendono ad occupare sempre più le pagine dei giornali, per il loro legame col cambiamento climatico e per gli episodi di condizioni metereologiche particolarmente violente e avverse. Le parole chiave legate al meteo riguardano sia le semplici previsioni (precipitazioni, perturbazione,ondata di freddo, aria fredda, pioggia intensa) che le situazioni in cui il meteo presenta rischi concreti per l'incolumità delle persone (allerta arancione / rossa).

 

Sport

Lo sport è presente con poche combinazioni di parole con frequenza anomala rispetto al biennio precedente, tra cui seconda stella, girone unico e doppio femminile. Calcio e tennis sono quindi gli sport più rappresentati.

 

Neologismi

Tra le parole chiave del 2024 ve ne sono alcune che non rientrano in temi specifici, ma sono entrate recentemente nei dizionari come neologismi, e nel corso dell'anno hanno iniziato ad essere usate con maggiore frequenza. È il caso ad esempio di brat (persona che attira l’attenzione grazie a uno stile non convenzionale), venuto alla ribalta anche nelle recenti elezioni americane, e di dissing (brano che ha l’obiettivo di prendere in giro, criticare o insultare altre persone, di solito appartenenti allo stesso ambiente musicale), che in casi sporadici esce dall'ambito strettamente musicale e viene usato per dispute riguardanti il cibo o addirittura riferito alla filosofia antica (Molti dialoghi socratici possono essere letti come un dissing tra Socrate e i suoi interlocutori).

venerdì 1 gennaio 2016

Le parole più usate dai giornali nel 2015

Come l'anno scorso, gli ultimi due giorni dell'anno ho guardato alcuni dati estratti da quotidiani italiani pubblicati nel 2015, per ricavare, usando metodologie statistiche (la misura della keyness in particolare), le parole che hanno caratterizzato la stampa del 2015 rispetto a quella dell'anno precedente. Ho utilizzato in particolare 45.000 articoli usciti nel 2015 (oltre 21 milioni di parole) e li ho confrontati con 65.000 usciti nel 2014.
Il risultato sono alcune centinaia di parole specifiche degli articoli di giornale di quest'anno: nel confronto con quelle dell'anno precedente, infatti, risultano usate con frequenza statisticamente anomala. Le possiamo quindi considerare le parole chiave usate dalla stampa nel 2015.

Migranti
Il sostantivo più specifico del 2015 è migranti; in generale, tutta l'area relativa ai flussi migratori è molto più presente nella stampa del 2015 rispetto all'anno precedente (sono usati molto di più ad esempio profughi, accoglienza, immigrati, rifugiati, asilo, barconi, immigrazione, scafisti).

Grecia
Un altro tema che ha molto occupato la stampa di quest'anno rispetto all'anno scorso è quello della Grecia e della sua crisi economica, come dimostra l'elevato valore di keyness di parole come Grecia, Atene, Syriza, greci, creditori, grexit.

Terrorismo
I temi legati al terrorismo sono presenti in modo capillare nelle parole-chiave della stampa del 2015: Charlie Hebdo, Isis, Parigi, attentati, terrorismo, terroristi, strage, Bataclan, vignette e jihadisti rientrano fra le 100 parole con valori di keyness più alti.

Guerra e religione
Nonostante corrisponda ad un tema sempre molto presente nella stampa, anche guerra ricorre significativamente di più sui giornali di quest'anno, specialmente quando è associato ad elementi lessicali che riguardano la religione (Islam, islamici, musulmani, religione, jihadista).

Cronaca
Alcuni fatti di cronaca, nazionale ed internazionale, sono rispecchiati nell'uso frequente di specifiche parole: ad esempio Volkswagen, relativo allo scandalo che ha coinvolto la casa automobilistica tedesca, Giubileo, Casamonica, Expo e xylella, il batterio che ha colpito gli ulivi del Salento.
Da segnalare che il 2015 è stato anche l'anno della scuola, di cui si è parlato significativamente di più rispetto all'anno precedente, e della questione del gender, che ha fatto molto discutere anche sulla stampa.

Nomi propri
Una classe di parole che riporta sempre valori di keyness molto elevati è quella dei nomi propri di persona, che variano molto nell'uso dei giornali a seconda dei periodi. Il 2014 è stato l'anno di Renzi (il nome di persona più caratterizzante). I 20 nomi propri di persona che hanno più caratterizzato la stampa del 2015 sono invece quelli riportati nella tab. 1.

Tab. 1 - I 20 nomi propri di persona più specifici del 2015 rispetto al 2014

I nomi rispecchiano alcuni fatti di cronaca di cui si è molto parlato lo scorso anno (l'aereo precipitato della Germanwings, pilotato da Lubitz, l'attentato a Charlie Hebdo, messo in atto dai fratelli Kouachi, o la sparatoria al tribunale di Milano, ad opera di Giardiello). La politica estera è rappresentata essenzialmente da politici greci, al centro dell'attenzione della stampa per molti mesi, mentre quella italiana dal presidente Mattarella, eletto quest'anno, e da alcuni politici la cui presenza sui giornali è stata evidentemente molto più marcata rispetto all'anno precedente (Salvini, Marino, De Luca, Paita e Gentiloni).

Aggettivi: poca originalità
Infine, è da rilevare la scarsità di aggettivi presenti tra le 500 parole con misura di keyness più elevata: tra questi, indisponibili (riferito a calciatori che non possono giocare la prossima partita), sedicente (relativo all'ambito terroristico: il sedicente Califfato o Stato islamico), satirico, e poi un paio di neo-formazioni di ambito politico (verdiniani e fittiani). Una categoria a parte è quella individuata dall'aggettivo sostantivato impresentabili, che si riferisce soprattutto ai candidati con problemi in sospeso con la giustizia, ma anche a personaggi (troppo) spesso presenti in programmi televisivi o a manifestazioni pubbliche.
In generale, questa scarsità di aggettivi come parole-chiave in un'annata di articoli di giornale indica che i giornalisti tendono a riutilizzare sempre gli stessi: cambiano gli avvenimenti che vengono descritti, quindi, ma si usano tendenzialmente le stesse parole per farlo. Per il 2016 vogliamo auspicare un piccolo sforzo in più nel senso dell'originalità?

martedì 23 dicembre 2014

Selfie, patto e stress: le parole-chiave del 2014 secondo i giornali

E’ la fine dell’anno: tempo di bilanci e di valutazioni, anche nelle parole a cui siamo stati esposti nel corso del 2014. Le righe che seguono non si riferiscono però alle parole che abbiamo amato o odiato di più lo scorso anno, ma a quelle che sono state effettivamente usate dalla stampa quotidiana. Per ottenerle, ho prelevato più di 60.000 articoli di giornale pubblicati quest’anno, e li ho messi a confronto, usando una metodologia statistica, con circa 180.000 articoli pubblicati dalla stampa nel 2013 e nel 2012.
Il risultato è il contributo lessicale specifico del 2014, che lo differenzia rispetto ai due anni precedenti. Ecco in breve che cosa è emerso.

La cronaca
A dispetto dell’idea positivista che ci vuole ormai vittoriosi sulla natura e sulle malattie, lo scorso anno si è parlato in modo specifico di Ebola, epidemie, virus e quarantena, di alluvione e di torrenti. Si è scritto inoltre di un muratore ritenuto assassino, di un aereo che ha avuto problemi durante un volo, di continui casi di overdose, di (baby) squillo e di assoluzioni. Sono tutte parole legate a specifici fatti di cronaca che hanno occupato a lungo le pagine dei giornali, come anche quelle relative all’evento sportivo dell’anno, i mondiali di calcio, che hanno fatto scrivere i giornalisti di ct, azzurri, centrocampo, tifosi, maglia, portieri ed ammoniti.

Notizie dal mondo
Le parole che ci hanno narrato i fatti più importanti accaduti nel mondo ci consegnano l’istantanea di una situazione internazionale spesso drammatica e pervasa da conflitti; se la parola-chiave delle relazioni internazionali, oggi come centinaia di anni fa, sembra essere frontiera, queste parole ci raccontano soprattutto di Isis e Ucraina, Jihadisti, miliziani, raid, sanzioni, cessate il fuoco, combattenti, persone rapite, annessione, e addirittura di decapitazione e tagliagole (ma anche, per fortuna, di ostaggi liberati e di tregua).

La politica italiana
Matteo Renzi (in tutte le sue manifestazioni: i renziani, il renzismo, Renzie, i gufi, la palude, gli scout, l’annuncite e le slide) è il politico più citato nel 2014 nel confronto con i due anni precedenti. I temi di cui si è parlato in particolare quest’anno sono le immancabili riforme, le preferenze, la soglia di sbarramento, la minoranza (non quella opposta alla maggioranza di governo: la minoranza PD o Dem), la spending review, il bonus (di 80 euro), la busta paga, il rimpasto, gli appalti, gli euroscettici, le coperture, i tagli, le tutele e le partecipate. Le ministre sono un’altra specificità lessicale di quest’anno, insieme alle due inquietanti locuzioni svolta/deriva autoritaria. I politici nominati di meno nel 2014 rispetto ai due anni precedenti sono invece Monti, Bersani, Letta, Ingroia, Bossi, Cancellieri e Berlusconi.
Patto è a mio giudizio la parola-simbolo del lessico usato dai giornali in ambito politico: a parte la recente versione di quello del Nazareno, parlando di patto i giornalisti sembrano dare il meglio di sé nello scovarne infinite e sottilissime variazioni: alla tedesca, della staffetta, di bilancio, di coalizione, di collaborazione, di consultazione, di desistenza, di governo, di fiducia, di lealtà, di legislatura, di non belligeranza o di stabilità. Un patto può essere bipartisan, civico, costituente, d’acciaio, d’onore, generazionale e per le riforme; ma anche segreto, sotterraneo, tacito, e addirittura scellerato.

Parole quotidiane
I giornali nel 2014 sono anche caratterizzati dall’uso di molti termini della vita quotidiana. Alcuni appartengono al dominio della tecnologia, dove spiccano il pluripremiato selfie, Whatsapp, hashtag e tweet. Altri provengono dal campo delle scienze, come dna, usato in campo medico e giudiziario, ma anche nella frequentissima locuzione è nel suo dna (detto spesso di squadre di calcio che “nel proprio dna” hanno la vittoria). L’anno che si sta chiudendo è inoltre caratterizzato dai divorziati e dagli ex (ex leader, magistrato, alleato, ministro, parlamentare, partito, amministratore, oltre che ex partner, coniuge, marito/moglie, amico), a testimonianza del fatto che le persone di cui si parla sui giornali sono spesso le stesse, anche se ricoprono nel tempo ruoli diversi. Un’altra categoria protagonista del 2014 sono i genitori: nei giornali sono crudeli, spaventosi, illusi, iperprotettivi, divorziati, separati, insopportabili, e solo a volte amorevoli. I genitori abbandonano, invecchiano, e sono talvolta associati ad un’azione con cui non dovrebbero mai avere a che fare, né come soggetti né come oggetti: massacrare.

Ciò che in definitiva colpisce, analizzando le parole-chiave del 2014, è l’assenza quasi totale di leggerezza e di speranza; si sa che i giornali scrivono soprattutto di notizie cattive e che il buono e il bello trovano poco spazio sulla stampa, ma l’anno che sta terminando sembra caratterizzato da un’atmosfera cupa, senza spiragli. Le parole che lo descrivono ci consegnano insomma l’immagine di un anno vissuto con difficoltà: proporrei quindi come parola giornalistica dell’anno stress, che nel 2014 è stress economico, finanziario, emotivo, da lavoro, fisico, psicologico; in breve, quest’anno lo stress è stato il nostro pane quotidiano.

martedì 31 dicembre 2013

Di che cosa hanno parlato i giornali nel 2013? Uno studio sul lessico specifico di Huffington Post, Il Fatto quotidiano e Il Post


Non si tratta di una classifica delle parole più belle o più brutte del 2013, né di un sondaggio per sapere quale abolireste: in questo post presento molto sommariamente uno studio quantitativo sulle parole usate nel 2013 da tre giornali online:  Huffington Post, Il Fatto quotidiano e Il Post; più in particolare, sulle parole che nei tre giornali hanno avuto una frequenza insolitamente alta rispetto alla "media", e che possono dunque essere considerate le parole chiave del 2013.

La metodologia che ho usato è la seguente: per tutto il 2013 ho estratto i testi degli articoli pubblicati dalle 3 testate (fino al 30 novembre sono 43.933); ne ho poi calcolato la lista di frequenza (un elenco di tutte le parole usate negli articoli, associato al numero di volte in cui sono usate), e l'ho confrontata con un'analoga lista di frequenza, ricavata da un corpus di riferimento della lingua italiana (il Perugia Corpus), compilato negli anni immediatamente precedenti il 2013. Per ciascuna parola ho calcolato quanto la differenza di frequenza tra i due insiemi di dati (stampa del 2013 e corpus precedente, che rappresenta la "media") è statisticamente significativa; infine, ho analizzato le 500 parole che nei giornali del 2013 sono usate, rispetto al passato, con la differenza di frequenza più significativa.
E' il cosiddetto indice di keyness, che la linguistica dei corpora usa comunemente per individuare il lessico più specifico di un insieme di testi, quello che lo caratterizza meglio. Ciò che risulta sono dunque le parole più key, più peculiari che i tre giornali hanno usato nel corso del 2013.

Il lessico degli articoli di giornale - se consideriamo la sua keyness -  può essere suddiviso in tre categorie differenti:
  • quello che individua i temi, gli eventi di cui si è parlato di più;
  • quello che indica i nomi propri di persona;
  • alcune parole molto comuni (non specifiche di un dominio, ma molto generali), che tuttavia sono usate di più rispetto alla media (e spesso per questo sono le più interessanti).

A - I temi che hanno caratterizzato la stampa nel 2013 rispetto agli anni precedenti

Escludendo i due avvenimenti più coperti dalla stampa quest'anno (le elezioni politiche e il Conclave dello scorso marzo, entrambi rappresentati da numerose parole chiave), i 10 temi che hanno contraddistinto il 2013 nel racconto che ne ha fatto la stampa sono i seguenti (in ordine decrescente di keyness): IMU, legge/riforma elettorale, Siria, decadenza, ILVA (Taranto), larghe intese,  gay (omosessuali, omofobia), Telecom, MPS (banca), diritti (civili, dei cittadini, dei bambini, degli omosessuali, dei lavoratori, dei popoli, dei più deboli, ecc.).

Proseguendo nei ranghi più bassi dell'indice di keyness, oltre al lessico collegato con le inchieste giudiziarie, la magistratura e i processi (procura, sentenza, inchiesta, condanna, Pm, tribunale, udienza ecc.), troviamo i temi descritti dalle seguenti parole: carceri, legge di stabilità, crisi, NSA (datagate), primarie, Alitalia, riforme, armi (chimiche), femminicidio, IVA, Lampedusa, Porcellum, migranti, tagli, fiscale (carico, condono, cuneo), corruzione, Finmeccanica, Rcs, detenuti, tasse, ineleggibilità,  finanziamento (pubblico) ai partiti, disoccupazione, indulto, falchi/colombe, debito.


B. I personaggi che nella stampa hanno caratterizzato il 2013

I 25 nomi propri più usati nel 2013 rispetto al passato
Il grafico mostra come i personaggi nominati con frequenza più alta rispetto agli anni passati sono tutti politici italiani: Grillo, Berlusconi e Letta; con valori sensibilmente più bassi seguono tutti gli altri. I politici stranieri presenti sono solo Obama e Morsi (e più in basso, non presente nel grafico, Assad). I personaggi legati alla cronaca, oltre a Snowden, si trovano molto più in basso nel rango di keyness e sono solo Pistorius e la Pascale.

C. Le parole comuni che la stampa nel 2013 ha usato più della media

Un gruppo di parole comuni che nel 2013 hanno una frequenza anomala sono legate alla rete e alla tecnologia, che è sempre più presente anche nella stampa generalista: Twitter, Facebook, Google, social network, streaming, sito, tweet, online, smartphone, Instagram.
Un secondo gruppo è particolarmente interessante, perché comprende parole che descrivono un clima generale di protesta, di ribellione nei confronti della situazione attuale, sia essa quella italiana o quella di altri paesi, soprattutto del bacino del Mediterraneo: manifestanti, attivisti, piazza, polizia, manifestazione/i, proteste, scontri, militanti. 
Una parola che è stata usata dalla stampa più della media è donne, prevalentemente per raccontare fatti di cronaca che le coinvolgono; la stampa parla spesso di donne abusate, ammazzate, assassinate, che subiscono violenza, che continuano a morire per mano degli uomini.
Insolitamente frequente è anche rischio, associata con una serie ricorrente di altre parole (bancarotta, chiusura, default, collasso, insolvenza, ma anche contaminazione, contagio, malattie, crollo, attacchi terroristici, sommosse).
Infine, è key nel 2013 una parola che vorremmo sparisse dalla stampa in generale, ma che invece resta  ben radicata nell'uso che ne fanno i giornalisti: polemiche. Le polemiche sono aspre, accese, violente, inevitabili, e si scatenano prevalentemente nel mondo della politica.

Ecco, se volessimo esprimere un auspicio su ciò che ci attendiamo dalla stampa per l'anno che sta per cominciare, direi che potrebbe essere questo: meno ricerca affannosa di polemiche e più ragionamenti su fatti quotidiani e concreti, che interessano davvero le persone.

lunedì 22 aprile 2013

Parole come pietre

Il discorso al Parlamento di Giorgio Napolitano, che inaugura il suo secondo mandato, è stato commentato in tempo reale su Twitter e subito dopo nei principali organi di informazione: un discorso definito duro, di ammonimento, di critica spietata (Repubblica), o sferzante, pieno di bacchettate ai partiti (Corriere della Sera).
Alcune parole in particolare hanno contribuito ad ottenere questo effetto; l'analisi della keyness ci aiuta proprio a scoprire le parole che caratterizzano il discorso di Napolitano e che lo rendono diverso e specifico rispetto ad altri. La keyness è un coefficiente statistico che risulta dal confronto tra la lista di frequenza di un testo (nel nostro caso il discorso di Napolitano) e un insieme di testi di riferimento con cui il testo in esame viene paragonato (un corpus esteso di discorsi politici degli ultimi 15 anni).
Quella che segue è una breve lista di alcune delle parole che hanno valori di keyness più elevati, e che dunque possiamo considerare le parole-chiave del discorso presidenziale:

intese: nelle espressioni "necessità/esigenza di intese", o "intese tra forze diverse". C'è poco da fare, dice il Presidente, bisogna trovare il modo di mettersi d'accordo; 
sordità. E' una delle parole-chiave più importanti, che fotografa l'incapacità delle forze politiche di prestare ascolto; 
imperdonabile: l'aggettivo è riferito alla mancata realizzazione delle riforme e di una nuova legge elettorale; 
maturità: è quella che è mancata "per la ricerca di soluzioni di governo condivise quando se ne imponga la necessità"; 
soluzioni: quelle che non si è stati capaci di trovare, le "soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità istituzionale"; 
contrapposizione: Napolitano non evoca solo quella tra forze politiche diverse, ma anche quella fra piazza e Parlamento e quella, più recente, tra rete e forme di organizzazione politica più tradizionale; 
età: è un elemento che ha caratterizzato i commenti e le reazioni alle candidature che nei giorni scorsi sono state presentate senza successo in Parlamento, e che si è riproposto necessariamente anche per la rielezione di Napolitano. Il presidente lo evoca a più riprese, ma ne rovescia in positivo il significato quando dice "Permettete che ve lo dica uno che entrò qui da deputato all'età di 28 anni e portò giorno per giorno la sua pietra allo sviluppo della vita politica democratica.";
concretamente: è un avverbio poco usato in politica, ma denso di significato nelle parole di Napolitano: "C'è da lavorare concretamente, con pazienza e spirito costruttivo".

lunedì 23 gennaio 2012

La keyness nei giornali: il Corriere della Sera

Mi sono abbonata all'edizione elettronica del Corriere della sera, per rimpinguare la sezione "stampa" del Perugia corpus.
Disponendo di un gran numero di articoli, che si accresce quotidianamente, si possono controllare, a intervalli di tempo regolari, le parole con coefficienti elevati di keyness; le parole, cioè, che, confrontate con un corpus di riferimento, hanno una frequenza insolitamente diversa, e che quindi in qualche modo caratterizzano gli articoli di quel periodo.
Nella settimana 16-21 gennaio le parole con alto coefficiente di keyness sono ovviamente tutte quelle che riguardano il naufragio della Costa Concordia, e che appartengono quindi al dominio della navigazione (poppa, scialuppa, prua, marinai, arcipelago, armatore, capitaneria, scogliera, stazza, cabine, fondale, marinaio, oblò, salvagente, galleggiante), o, ancora più specificamente, a quello dei naufragi (evacuazione, dispersi, affondare, falla).
Riscontro con piacere che il Corriere, a differenza di molti altri giornali (direi quasi tutti), non ha abusato del confronto col Titanic (il nome proprio non risulta tra quelli usati la scorsa settimana), evitando di dare il suo contributo all'assimilazione di una tragedia ad un evento cinematografico (tutti noi associamo il Titanic al film e non più al vero naufragio del 1912).
Largamente usato, anche se con diverso valore semantico rispetto a quello riportato dai dizionari, è inchino, che è ai primissimi posti come valore di keyness.
Infine, grazie alla ormai proverbiale telefonata del comandante De Falco, cazzo viene sdoganato sul Corriere come su tutti gli altri quotidiani (altissimo valore di keyness, era praticamente assente fino alla scorsa settimana), e invade siti web, social network e trasmissioni tv.