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domenica 29 dicembre 2024

Le parole più usate nel web nel 2024 tra IA, guerra e meteo

 Word Art

L'immagine è tratta dal sito della Scuola Primaria di Buttigliera d'Asti 


Le parole più usate sul web sono un buon indicatore del lessico che ha caratterizzato l'anno che si avvia alla conclusione. Gli strumenti e i metodi della linguistica dei corpora consentono di confrontare su base statistica corpora del 2024 con corpora degli anni precedenti ed estrarre il lessico che quest'anno è stato usato con una frequenza anomala rispetto al passato, e dunque quello più tipico del 2024.

La piattaforma SketchEngine mette a disposizione Italian Trends, un monitor corpus dell'italiano, un corpus, cioè, che viene aggiornato regolarmente due volte alla settimana con testi estratti automaticamente dal web, di genere prevalentemente giornalistico. Il corpus viene incrementato in media con 3-4 milioni di parole ogni giorno dal 2014, ed ha raggiunto nel 2024 le dimensioni di 10 miliardi di parole.

Usando questo corpus, ho confrontato il lessico usato nel 2024 con quello usato nei due anni precedenti, che sono serviti come corpus di riferimento per fare emergere le peculiarità lessicali del 2024. L'analisi per keywords consente di estrarre le parole chiave sia come singole unità lessicali che come combinazioni di parole, escludendo i nomi propri, che sono ovviamente tra le parole più frequenti. Ecco che cosa è emerso.

 

Intelligenza artificiale

IA generativa è l'espressione con indice di keyness più alto nel 2024 rispetto al biennio 2022-23. L'intelligenza artificiale, che nella sua dimensione generativa è esplosa come fenomeno di massa nel corso del 2022, continua ad occupare le pagine dei giornali e dei siti web anche nel 2024. In particolare, emergono quest'anno tra le prime 10 parole chiave LLM (large language model) e prompt, che è usato in espressioni come affinare il prompt, per rendere più efficaci le risposte del sistema di IA.

 

Guerra

Un altro tema che fornisce parole chiave per il 2024 è quello della guerra. Genocidio è la quarta per coefficiente di keyness (perpetrare, commettere, legittimare, giustificare, ma anche condannare, fermare impedire, denunciare), seguita da cercapersone (l'esplosione avvenuta in Libano) e da ostaggio. Tra le combinazioni di parole figurano attacco aereo, pace giusta e gabinetto di guerra. 

 

Politica

La sfera politica è sempre ben rappresentata nei testi pubblicati sul web, anche nelle parole chiave, che fotografano i temi politici più dibattuti nel corso di quest'anno. Premierato è la seconda parola chiave del 2024 dopo IA generativa, ed è seguita da dossieraggio e ultradestra. Tra le combinazioni di parole, le più tipiche del 2024 sono risultate autonomia differenziata, terzo mandato e campo largo.

 

Cronaca

Nel campo della cronaca e dei fenomeni sociali, per la risonanza mediatica del personaggio coinvolto emerge pandoro, riferito allo scandalo della Ferragni, spesso in espressioni come pandoro-gate e pandoro brandizzato. Segue a ruota l'anglicismo overtourism (combattere, contrastare, arginare), woke, e gli inquietanti antisemitismo, manganello e saluto romano. Altre combinazioni di parole legate a fatti di cronaca o a fenomeni sociali emergenti sono esperienza immersiva, affitto breve e circolazione ferroviaria, che nel 2024 ha guadagnato più volte l'onore della cronaca.

 

Meteo

Un'area in cui si segnalano diversi elementi lessicali particolarmente usati nel 2024 è quella legata alle condizioni metereologiche, che nel tempo tendono ad occupare sempre più le pagine dei giornali, per il loro legame col cambiamento climatico e per gli episodi di condizioni metereologiche particolarmente violente e avverse. Le parole chiave legate al meteo riguardano sia le semplici previsioni (precipitazioni, perturbazione,ondata di freddo, aria fredda, pioggia intensa) che le situazioni in cui il meteo presenta rischi concreti per l'incolumità delle persone (allerta arancione / rossa).

 

Sport

Lo sport è presente con poche combinazioni di parole con frequenza anomala rispetto al biennio precedente, tra cui seconda stella, girone unico e doppio femminile. Calcio e tennis sono quindi gli sport più rappresentati.

 

Neologismi

Tra le parole chiave del 2024 ve ne sono alcune che non rientrano in temi specifici, ma sono entrate recentemente nei dizionari come neologismi, e nel corso dell'anno hanno iniziato ad essere usate con maggiore frequenza. È il caso ad esempio di brat (persona che attira l’attenzione grazie a uno stile non convenzionale), venuto alla ribalta anche nelle recenti elezioni americane, e di dissing (brano che ha l’obiettivo di prendere in giro, criticare o insultare altre persone, di solito appartenenti allo stesso ambiente musicale), che in casi sporadici esce dall'ambito strettamente musicale e viene usato per dispute riguardanti il cibo o addirittura riferito alla filosofia antica (Molti dialoghi socratici possono essere letti come un dissing tra Socrate e i suoi interlocutori).

domenica 1 marzo 2015

60 anglicismi nella stampa italiana, dal 1985 ad oggi

Alcuni eventi recenti (la petizione #dilloinitaliano, promossa da Annamaria Testa, che ha in breve tempo raccolto decine di migliaia di adesioni, e il convegno "La lingua italiana e le lingue romanze di fronte agli anglicismi", organizzato dall'Accademia della Crusca) hanno riportato all'attenzione di tutti il tema della (eccessiva) diffusione di anglicismi nella nostra lingua. In discussione è in particolare l'opportunità di tutelare l'italiano, semplicemente promuovendo un uso più consapevole degli anglicismi (come auspica il testo della petizione), o, più incisivamente, attraverso l'istituzione di apposite commissioni che vigilino sul dilagare del fenomeno (di questo e di molti altri aspetti parla il prezioso articolo di Luca Serianni sul Corriere della Sera).
Sul banco degli imputati sono in particolare i mezzi di comunicazione, nei quali soprattutto è diffuso l'uso, spesso sciatto o pigro, di parole inglesi al posto di corrispondenti parole, perfettamente esistenti in italiano. O, peggio ancora, l'uso furbetto e consapevole di alcuni giornalisti, che mirano, attraverso l'inglese, ad evocare nei lettori una sorta di immotivato ed anestetizzante prestigio culturale. 
La disponibilità di corpora di giornali italiani consente di monitorare l'evoluzione nella stampa delle parole che importiamo dall'inglese, per comprendere meglio le cause del loro uso così frequente. È quello che ho brevemente cercato di fare, prendendo in esame i seguenti 60 anglicismi di ampia diffusione in italiano:
audience, austerity, authority, background, backstage, badge, band, benefit, box, brand, budget, business, cameraman, card, cash, coach, compilation, convention, copyright, display, editor, escalation, fan, fashion, fitness, flop, gadget, gap, gossip, hot, kit, leader, light, live, look, manager, marketing, network, partner, pullman, sandwich, show, sprint, staff, stand, store, stress, target, team, teenager, test, ticket, tilt, top, trailer, trend, turnover, tutor, welfare, workshop.
I dati che ho utilizzato per analizzare la diffusione dei 60 anglicismi sono:

  • il corpus Repubblica, che include gli articoli pubblicati dal quotidiano nelle 16 annate che vanno dal 1985 al 2000;
  • un corpus di articoli del Corriere della Sera pubblicati nel 2012;
  • un corpus che include gli articoli pubblicati dalle testate online di Il Post, Huffington Post, Il Fatto quotidiano e Il Giornale nel 2013 e nel 2014.

Un arco temporale di 30 anni, dunque, anche se con un buco di 11 anni (dal 2001 al 2011). Ecco, in breve, che cosa è emerso.

Anglicismi in aumento
Per circa i 2/3 degli anglicismi analizzati, nell'ultimo trentennio si osserva un aumento costante nella loro frequenza d'uso. Questo aumento diventa un'impennata nel passaggio dal 2000 al 2012 (vedi il grafico in fig. 1 sulla frequenza di fan); possiamo ipotizzare che l'aumento si sia mantenuto costante anche negli 11 anni non coperti dai dati, e che quindi le frequenze del 2014 siano il risultato di un incremento progressivo e costante nel tempo. 


Fig. 1 : Frequenza di fan nei giornali analizzati (per milione di parole)


Per alcuni anglicismi, tuttavia, l'impennata si registra in particolare nel passaggio dal 2012 al 2013; in questi casi (vedi gli esempi in fig. 2 di trailer, hot e stress) possiamo ipotizzare che la rilevanza dell'incremento sia legata al fatto che le testate analizzate siano online (è questo secondo me il caso di trailer: i quotidiani online rimandano spesso agli anteprima dei film in uscita), oppure ad un generale atteggiamento della stampa nei confronti di alcuni lemmi, associati ad esempio ad una maggiore presa sul pubblico rispetto agli equivalenti italiani.


Fig. 2 : Frequenza di trailer, hot e stress nei giornali analizzati (per milione di parole)

Anglicismi stabili
Ci sono tuttavia casi sporadici di anglicismi rimasti più o meno stabili nelle loro frequenze d'uso nel corso del trentennio analizzato: la fig. 3 mostra l'andamento di ticket, che, se si eccettua il picco del 1989 (anno in cui nel Sistema Sanitario Nazionale fu introdotto, appunto, un ticket sulle prestazioni mediche), non mostra sostanziali incrementi nel corso degli anni.


Fig. 3 : Frequenza di ticket nei giornali analizzati (per milione di parole)

Anglicismi oscillanti
Un piccolo gruppo di anglicismi presenta invece un andamento tendenzialmente oscillante, piuttosto che una tendenza costante all'aumento di frequenza. Si tratta probabilmente di parole legate ad eventi specifici che caratterizzano in misura diversa differenti periodi. È questo ad esempio il caso di convention (vedi fig. 4).


Fig. 4 : Frequenza di convention nei giornali analizzati (per milione di parole)

Anglicismi in calo
Ebbene sì, ci sono anche pochi anglicismi che sembrano essere usati di meno negli ultimi due o tre anni dai giornali italiani. Pullman, ad esempio, è in flessione dal 2000; partner ha iniziato a declinare dal 2012; card (fig. 5) scende vistosamente a partire dal 2013.


Fig. 5 : Frequenza di card nei giornali analizzati (per milione di parole)

Per concludere
La maggior parte dei 60 anglicismi analizzati tende ad essere utilizzata nei quotidiani italiani in misura crescente nel corso degli anni (Michele Cortelazzo ha riscontrato a questo proposito che "tutti i forestierismi hanno dei periodi di latenza di alcuni anni prima di imporsi con forza all’attenzione del parlante non specializzato"). Questo incremento raggiunge in alcuni casi dei veri picchi di frequenza, che si registrano più spesso negli ultimi due o tre anni, oppure in periodi in cui situazioni contingenti portano ad un uso generalizzato di quel lemma, che si impone in modo repentino sugli antagonisti italiani (nel già citato caso di ticket, la scelta era già stata effettuata a monte dai rappresentanti politici che avevano presentato la norma, probabilmente considerando che ticket sarebbe stato meno ostico per i contribuenti rispetto a tassa).
Dall'analisi dei dati si rileva dunque una tendenza generalizzata (anche se con alcune eccezioni) ad un uso crescente nel tempo del campione di anglicismi; occorre ora cercare di quantificare e misurare l'entità di questa tendenza, per indagare le cause che portano un termine inglese ad avere più successo di un altro o ad essere sistematicamente preferito ad un equivalente termine italiano. Il seguito alla prossima puntata.


venerdì 25 marzo 2011

"Mamma, ho preso 9 in matematica!" "Epocale, Pierino!!"

"Sarà un riforma epocale", ha dichiarato giorni fa Silvio Berlusconi a proposito della riforma della giustizia che il Governo intende varare. E sull'uso dell'aggettivo epocale si sono scatenati giornalisti e commentatori (vedi un Tre minuti una parola di Severgnini).
Tradizionalmente, epocale è qualcosa di fuori dal comune, qualcosa che segna un'epoca. Alcuni esempi:
Si valuta unanimemente l'accordo tedesco-nipponico come un avvenimento di primissima portata storica, un «avvenimento epocale» - come si esprime stamane per esempio in talune sue dichiarazioni il suo firmatario per la Germania ambasciatore von Ribbentrop (La Stampa, 27 novembre 1936).
La guerra ha segnato una cesura epocale, che si traduce in un abisso fra le generazioni (La Stampa, 9 gennaio 1978, p. 9).
Scoperta epocale sul cancro al seno (Repubblica, titolo, anni '80).
L'aggettivo nella stampa è frequentemente associato ad eventi storici come la caduta del comunismo, la crisi energetica, la rivoluzione industriale, la rivoluzione francese; forma spesso delle espressioni cristallizzate (si parla quindi di mutamento, trasformazione, cambiamento, svolta, crisi epocale).
Alcuni aggettivi con cui mostra di condividere simili contesti semantici sono storico, rivoluzionario, decisivo, planetario, straordinario.
E' evidente il contrasto tra l'aggettivo e la portata reale dell'evento, che, per quanto possa essere rilevante, non segnerà il cambio di un'epoca... (Presidente, alla maggior parte degli italiani basterebbe una riforma discreta, capace di far funzionare un po' meglio un'istituzione così importante per uno Stato democratico).
L'uso dell'aggettivo non è peraltro nuovo nel discorso politico di Berlusconi: nell'autobiografia Una storia italiana, pubblicata nel 2001 e spedita a tutte le famiglie italiane, Berlusconi descrive in questi termini la nascita di Forza Italia, avvenuta nel febbraio del 1994:
"È per questo che oggi noi siamo qui, con la volontà di cominciare da qui un lungo cammino, un cammino di speranza e di fiducia nel nostro futuro ".  Comincia così una battaglia storica, epocale.
Da parte dell'uomo politico è chiaro il tentativo di rendere epico, straordinario, qualsiasi aspetto della propria azione politica (la discesa in campo, la lotta contro "il comunismo", la riforma attesa da anni, ecc.). L'immagine che ne scaturisce è quella del politico-eroe che lotta da solo contro un nemico di volta in volta diverso ma sempre insidiosissimo, e che riporta vittorie - appunto - epocali.
Per il comune cittadino, che ascolta ogni giorno le notizie alla televisione o le legge su Internet o sul giornale, quest'uso "schizofrenico" di un aggettivo fuori dal comune associato ad un evento poco più che normale genera una sorta di "inflazione linguistica" (ancora Severgnini), che lo logora, lo svuota di significato, lo rende, anch'esso, "normale".

sabato 15 maggio 2010

Please, mi compri un ticket per la finale di Champions?

Dal Corriere della sera online di oggi, 15 maggio 2010:
Calcio: Champions, esauriti in 6 ore ticket per la finale.

Non sono mai stata troppo insofferente nei confronti dell'uso di anglicismi nella nostra lingua; mi chiedo però perché debba essere necessario, da parte di un professionista della scrittura (non ridete, sto parlando di un giornalista!), ricorrere a un termine internazionale invece che ad un rassicurante e italico biglietto.
Va bene che l'evento è internazionale (è la finale di Champions, no?), ma a qualcuno di voi verrebbe in mente, parlando tra amici, di dire:
Tersilio, vado a comprare il ticket per la finale di Champions. Porto parecchio money, perché dev'essere parecchio expensive.

Perché un giornalista dovrebbe sentirsi quasi in obbligo di usare una parola inglese? E' più dotta? Più di moda? Lo insegnano alle scuole di giornalismo?

domenica 7 giugno 2009

Parole, parole, parole...

... come sempre, in ogni campagna elettorale, tantissime parole. Quattro sono rappresentate dal grafico di Google trends (Villa Certosa, crisi economica, disoccupazione, referendum), che mostra la loro ricorrenza nel web italiano negli ultimi 30 giorni. Salta agli occhi il balzo di frequenza dei festini presidenziali negli ultimi giorni, e il (conseguente) ristagno di altri temi di ben altra rilevanza.

La domanda (retorica) è: a chi giova questo oscuramento dei problemi reali, se non a chi non ha fatto niente per risolverli, pur essendo stato eletto per questo?

lunedì 16 giugno 2008

Spannometrico

Mi è capitato un paio di volte negli ultimi giorni di sentire la parola "spannometrico"; mi è venuta la curiosità di controllare il significato, che dovrebbe essere quello di "approssimativo, a grandi linee" (un calcolo spannometrico, cioè "a spanne"). Pare che il suo uso sia particolarmente diffuso in campo informatico.
Il dizionario De Mauro Paravia non riporta il lemma, che è invece inserito nel Grande Dizionario Italiano dell'uso (Utet):
Composto di spanna e -metrico: (scherz.) di calcolo, metodo e sim.: che si basa su una valutazione molto approssimativa.

I servizi offerti da alcuni quotidiani italiani per effettuare ricerche testuali negli archivi permettono però di retrodatare la prima attestazione del lemma, che per il GDU è del 2000; in effetti la si trova già il 9 settembre 1998, in un articolo di economia pubblicato da Repubblica, dal titolo Telefonini, nuove tariffe in tre tappe:
Ecco perché le manovre saranno tre, con il rischio di una certa confusione per gli utenti. Quella di ottobre sarà fatta in modo spannometrico: piccoli ritocchi per dare il segnale all' Europa che il ribilanciamento è avviato. A febbraio e a luglio, quando saranno disponibili dati più affidabili, si completerà il quadro del bilanciamento.

Una ricerca su Google (5700 risultati il 16 giugno 2008) offre un panorama dell'uso di spannometrico molto più colorito e diversificato; eccone alcuni esempi:
- Chiedo venia per il consiglio frettoloso e spannometrico
- Maroni una volta ti ha accusato di essere «spannometrico». «Io sarò spannometrico ma non sono ministro. Lui è un ministro spannometrico».
- In mancanza del dato PESO espresso in cifre l'occhio spannometrico del fabbro direbbe....

domenica 2 marzo 2008

Predellino

Dal Grande Dizionario Italiano dell'uso, di Tullio De Mauro (UTET):


predellino /predel'lino/ (pre•del•li•no) s.m.
1 dim. -> 1predella
2 (CO) struttura costituita da uno o più gradini, spec. metallici, di cui sono fornite vetture ferroviarie, tranviarie o sim. per facilitare la salita o la discesa
3 (OB) panchetto per poggiare i piedi o per salire più agevolmente sui letti alti


Anche se la marca d'uso attribuita dal dizionario al termine è "comune", la sua frequenza nel lessico quotidiano di tutti noi, come in quello dei media, è stata pressoché nulla fino al 18 novembre scorso, giorno in cui Silvio Berlusconi ha pronunciato il suo "discorso del predellino" in piazza San Babila a Milano, lanciando la nuova formazione politica denominata Popolo delle libertà.
Da allora, come mostra il grafico, i blog italiani sono tutti un profluvio di predellini, e l'oggetto in questione gode di una popolarità mai conosciuta prima, anche in locuzioni piuttosto inattese: la rivoluzione del predellino, la minaccia del predellino, la democrazia del predellino, sulla strada del predellino, ecc.


predellino


Per restituire il suo ruolo originario a questo simpatico oggetto, invito tutti a guardare la foto qui sotto, che ho trovato su Flickr, che ritrae, in tutta la sua straordinaria normalità, un autentico predellino di vettura ferroviaria.